Shiatsu e benessere della persona

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Questa sezione ha la scopo di far conoscere e comprendere la Naturopatia e gli strumenti che essa utilizza (oligoelementi, gemmoderivati, tinture madri, fiori di Bach, oli essenziali, ecc.), che fondono le loro origini in tempi molto, molto remoti.

Auguro a tutti buona lettura!



"Dentro di te
hai tutto quello
di cui hai bisogno per star bene..."

La naturopatia

La Naturopatia è una disciplina bio-naturale che, attraverso metodi e trattamenti non invasivi, a carattere non sanitario, si propone di migliorare lo stato di benessere dell'individuo.

Alla radice del pensiero naturopatico vi è l'idea di un essere umano come unità formata da corpo, mente ed emozioni, componenti in armonia tra loro e con il mondo esterno. Il corpo umano è dotato, per natura, di una forza che gli consente di autoregolare l'organismo e di conservare l'equilibrio di tali componenti, da cui dipende il suo benessere.

A volte l'individuo non è in grado di azionare la propria forza vitale; alcuni fattori ambientali, quali stress, cattive abitudini di vita, smog, ne mettono in crisi l'originario equilibrio.
Da ciò derivano squilibri energetici, che la naturopatia chiama "alterazioni del terreno individuali": essi sfuggono all'interesse della scienza medica, poiché non consistono in disfunzioni del corpo o della mente (malattia).

Il terreno individuale è il termine tecnico con cui la Naturopatia si riferisce ad un insieme di segni e di manifestazioni costituzionali, caratterizzanti le potenzialità della persona umana in senso energetico-funzionale, soggetti alle sollecitazioni ed agli stimoli fisici, emozionali ed ambientali.

La Naturopatia si occupa di queste alterazioni, ne individua l'origine e i metodi per eliminarli e stimola la capacità innata del soggetto a recuperare il proprio stato di benessere.

Il Naturopata è un professionista connotato da competenza e correttezza.

  • La prima qualità discende dalla frequenza di un iter formativo pluriennale, nel corso del quale egli apprende le discipline e le tecniche naturopatiche;
  • la seconda qualità deriva dal rispetto di regole deontologiche raccolte in un codice di categoria, la cui violazione è punita con severe sanzioni.

Il Naturopata non svolge alcuna attività riservata alle categorie sanitarie (quali anamnesi, diagnosi, prognosi): egli non può sostituirsi al medico.

Non possono sorgere "conflitti di interesse" tra il Medico e il Naturopata; essi hanno differenti oggetti di studio, il primo si occupa di malattie, il secondo di alterazioni bio-energetiche, che non hanno rilievo clinico.

Nell'eventualità in cui l'individuo stia seguendo terapie sanitarie, il Naturopata invita sempre a non interromperle; egli può soltanto collaborare con il medico, integrando la sua attività, poiché ritiene che il vero benessere non sia soltanto l'assenza di malattia, bensì l'equilibrio dell'uomo tra le sue componenti e con il mondo esterno.

Per accertare le ragioni delle alterazioni bio-energetiche, il Naturopata analizza "il terreno" globale dell'individuo, servendosi di metodi e strumenti non clinici.

  1. Il colloquio naturapatico con cui il consulente, usando particolari tecniche di ascolto, entra in stretto contatto con l'interlocutore, scoprendone le abitudini.
  2. L'esame iridologico, condotto con una potente lente (iridoscopio), che ricerca nell'iride squilibri e alterazioni energetiche.
  3. I test bio-energetici, che consentono di valutare la risonanza energetica degli alimenti e di individuare le alterazioni da questi causate.
  4. L'analisi riflessologica e le tecniche corporee, che permettono le rilevazioni dei punti di debolezza energetica del soggetto.

È importante ribadire che nessuno di tali metodi serve per svolgere attività di anamnesi, diagnosi o prognosi.

Una volta individuate le ragioni degli squilibri energetici dell'individuo, il consulente formula suggerimenti diretti a migliorarne lo stato di benessere; in sostanza il Naturopata è un educatore del corretto stile di vita, alla luce delle caratteristiche energetiche di ciascun soggetto:

  1. interviene a modificare le cattive abitudini che alterano l'equilibrio individuale;
  2. fornisce i consigli per eliminare lo stress e le altre ragioni di disturbo;
  3. invita alla consumazione di cibi sani ed adeguati alle caratteristiche del terreno della persona.

L'obiettivo naturopatico è quello di riequilibrare il soggetto, intervenendo semplicemente a correggere il suo stile di vita.

In caso di necessità, e senza alcuna finalità terapeutica, il consulente suggerisce l'uso di sostanze naturali, che integrano la normale alimentazione della persona.

Egli non può indicare farmaci di alcun tipo, i quali possono essere prescritti solo dal medico.

Il termine oligoelementi deriva dal greco antico oligos = poco.

Sono elementi chimici presenti in piccolissime tracce nell'organismo umano e più generalmente nella materia vivente.

Da un punto di vista quantitativo è valida la definizione data da Forsenn negli anni 70:
gli oligoelementi sono tutti quegli elementi chimici presenti in concentrazione uguale o inferiore allo 0,01% del peso del corpo umano.

La vita dell'uomo e il suo metabolismo si basano su un complesso e armonico sistema di numerosissime reazioni biochimiche: le nostre cellule sono un vero vortice di tale reazioni.

La velocità di queste reazioni biochimiche può essere compatibile con i rapidissimi tempi della vita, solo se catalizzata dagli enzimi.

Gli enzimi sono dei veri propri sistemi biocatalizzatori formati da una grossa parte proteica e da cofattori che possono essere oligoelementi (ioni metallici o metalloidici).
Molti enzimi contengono nella loro molecola un oligoelemento o funzionano solo in presenza di un oligoelemento. Gli studi nutrizionali hanno stabilito che almeno 10 oligoelementi sono essenziali e che questa loro indispensabilità è molto simile a quella delle vitamine.
Vi è comunque una differenza fondamentale ed è che mentre gli oligoelementi fanno parte dell'organismo umano, le vitamine sono esterne.

La scienza della nutrizione umana, a metà del secolo scorso, trattando la definizione dei fabbisogni giornalieri dei vari nutrienti, mise in luce l'importanza di alcuni elementi chimici, raccomandando l'integrazione alimentare in caso di carenze.

Questa metodica è stata denominata "oligoterapia nutrizionale", sebbene sia un intervento alimentare integrativo, più che una terapia in senso stretto; i prodotti che si somministrano sono per lo più in forme solide e in quantità dell'ordine di milligrammi o frazione di milligrammi.

Diversa la metodica chiamata "oligoterapia catalitica", anch'essa ha le caratteristiche di intervento integrativo più che di trattamento terapeutico e agisce beneficamente su una serie di disturbi funzionali.

Nasce per la geniale intuizione del medico Jaques Mènètrier, verso la prima metà del 1900, avvalendosi delle ricerche preliminari di Gabriel Bertrand, e di un altro medico francese, J.U.Sutter.
I prodotti che vengono impiegati sono soluzioni diluitissime di sali di oligoelementi altamente ionizzati, seguendo una teoria da lui messa a punto, che si basa sul concetto di diatesi o terreno.
Le quantità degli oligoelementi impiegate sono dell'ordine di milionesimi di grammo e la via di somministrazione ottimale è quella sublinguale, che consente allo ione metallico di entrare subito nel torrente circolatorio e quindi di divenire biodisponibile, incorporandosi nell'enzima che ne era carente.

Il trattamento salutistico si fonda sull'individuazione della diatesi o terreno della persona.
La base del ragionamento di Mènètrier è che l'azione catalica degli enzimi regola e controlla i meccanismi del metabolismo umano.
La nostra vita e il nostro benessere sono condizionati dall'attività armonica e ordinata di questi complessi sistemi regolatori.
Qualunque disordine o blocco di una delle vie metaboliche porta inevitabilmente a blocchi a catena delle vie collaterali.
Le conseguenze si manifestano attraverso vari disturbi che si possono inquadrare in 4 gruppi, detti diatesi, tendenze morbose generali che coinvolgono gli aspetti caratteriali, psicologici, fisici, con predisposizioni a contrarre determinati disturbi.

Ogni soggetto appartiene a una di queste diatesi e per ognuna di esse Mènètrier trovò un oligoelemento o un associazione di oligoelementi in grado di agire come regolatori della diatesi stessa.

Questi metalli incorporati nel loro enzima agiscono come biocatalizzatori, facendo ritornare il soggetto allo stato iniziale di salute.
Attraverso il colloquio naturopatico, il soggetto verrà inquadrato nella sua diatesi di appartenenza e, per ripristinare l'equilibrio, verrà dato l'oligoelemento appropriato, associato eventualmente a quelli complementari, per ottenere un trattamento efficace.
Agli oligoelementi si può abbinare un gemmoderivato o un fitoderivato, fiori di Bach, ecc.

Gli oligoelementi essenziali sono:
Ferro, Rame, Zinco, Manganese, Molibdeno, Jodio, Fluoro, Cromo, Selenio, Cobalto.

Gli oligoelementi complementari sono:
Alluminio, Bismuto, Magnesio, Litio, Fosforo, Potassio, Zolfo.

Le Diatesi sono quattro, più una denominata "la sindrome di disadattamento", che non è una diatesi, bensì una condizione in cui nell'organismo si determina una difficoltà di adattamento di alcune ghiandole endocrine agli stimoli dell'ipofisi;tale situazione può verificarsi a carico di una qualsiasi delle 4 diatesi.

Più precisamente il disadattamento può verificarsi sia quando le ghiandole genitali trovano difficoltà nel rispondere agli stimoli della parte anteriore dell'ipofisi (asse-ipofisi-genitale), sia quando ciò accade al Pancreas (asse Ipofisi-pancreatico).

Non esistono diatesi pure, esistono 2 diatesi di nascita chiamate: -1 diatesi allergica,
-2 diatesi ipostenica
che si possono intrecciare; tuttavia ci si riconosce, in maniera predominante, in una o nell'altra. Le altre diatesi sono di passaggio e prendono il nome di regressioni diatesiche.

LE 4 DIATESI: LE LORO CARATTERISTICHE PRINCIPALI E L'OLIGOELEMENTO CONSIGLIATO

  1. Allergica-Iperattività-Manganese
  2. Ipostenica-Ipoattività-Manganese-Rame
  3. Distonica- Distonia neuro-vegetativa-Manganese-Cobalto
  4. Anergica- Carenze di autodifese- Rame- Oro -Argento

Asse ipofisi-genitale-Zinco-Rame
Asse Ipofisi pancreatico- Zinco-Nichel-Cobalto

L'impiego catalitico degli oligoelementi è efficace e può rappresentare, a livello salutistico, un intervento casuale che non si limita a trattare i sintomi di un disturbo: è in grado di agire sul terreno organico, trasformandolo e mutandone la tendenza morbosa generale.

Essi agiscono sulle diatesi, trasformandole in positivo e consentendo al soggetto di orientarsi verso uno stato di salute migliore.

L'utilizzo di oligoelementi non ha controindicazioni, anche se non si parla di controindicazioni ma di non indicazioni quali: negli stati lesionali gravi, nelle insufficienze d'organo conclamate.
In caso di errore di valutazione l'oligoelemento risulta inutile.

La scoperta delle vitamine non può essere attribuita a un unico ricercatore. Numerosi, infatti, sono gli scienziati, di nazionalità diverse, che, lavorando indipendentemente, hanno portato contributi importanti per la loro identificazione.

Nel 1912, Casimir Funk, un biochimico polacco che lavorava a Londra, coniò il termine vitamine per le importanti sostanze che egli, e altri in precedenza, avevano isolato dagli alimenti.

Il nome alludeva al fatto che quelle sostanze fossero essenziali per la vita e chimicamente fossero amine, cioè composti azotati.
Funk, analizzando il principio antiberiberico (l'attuale tiamina), aveva constatato che doveva trattarsi di una amina e pensò che tutti i bioregolatori alimentari appartenessero a quel gruppo di composti chimici.
Anche se in seguito venne dimostrato che ciò non era vero, il nome aveva conquistato l'opinione pubblica e tale rimase.
Le vitamine sono state una delle principali scoperte del XX secolo e negli ultimi anni la loro aggiunta agli alimenti, ad alcuni preparati farmaceutici ed erboristici, sta avendo un notevole sviluppo.

Sebbene da oltre 3 secoli fosse stata osservata una correlazione tra un'inadeguata assunzione di alimenti e alcuni disturbi, oggi riconosciute come avitaminosi, solo nel Novecento si è riusciti a isolare e identificare i singoli principi vitaminici.

Per esempio, l'uso di limoni e limette per combattere lo scorbuto durante i viaggi in mare, venne proposto per la prima volta nel 1753 dal medico scozzese James Lind; negli anni successivi questa scoperta rivoluzionò le teorie nutrizionali e alimentari che erano fondati sul concetto che la base di alimentazione fossero le sostanze proteiche, tuttavia solo nel 1926 gli studiosi riuscirono a isolare la vitamina C.

A mano a mano che la conoscenza e la comprensione scientifica si approfondivano e aumentava il numero delle vitamine scoperte, divenne evidente che esse erano composti organici che, a differenza di grassi, carboidrati e di alcune proteine, non venivano metabolizzate per fornire energia.
Si scoprì anche che le vitamine non potevano essere prodotte dall'organismo e che provenivano esclusivamente dagli alimenti; in seguito la scienza ha potuto accertare che le vitamine sono indispensabili in piccole quantità e che ognuna svolge diverse funzioni specifiche e sono quindi necessarie per evitare disturbi da carenza.

Le vitamine si classificano in:
vitamine idrosolubili (che si sciolgono in acqua) e liposolubili (che si sciolgono nei grassi).

Le vitamine liposolubili sono: A-D-E K, il cui eccesso non viene generalmente eliminato con l'urina, ma immagazzinato nei tessuti; un'assunzione elevata quindi, potrebbe costruire un rischio per la salute;
le vitamine del gruppo B e la vitamina C sono idrosolubili ad eccezione della vitamina B12 e sono immagazzinate dall'organismo in minima parte.

Le vitamine liposolubili sono:
Vitamina A o Retinolo
Vitamina D o Calciferolo (detta raggio di sole)
Vitamine E o Tocoferolo (esistono 7 tipi: alfa-beta-delta-ipsilon-eta-gamma-zeta - la più potente è alfa-tocoferolo)
Vitamina K o Melanione (esistono tre tipi di vitamina: K1 fitomenadione, K2 naftochione, K3 menadione, che è idrosolubile ed è sintetica).

Le vitamine idrosolubili:
Vitamina B1 (Tiamina)
Vitamina B2 (riboflavina)
Vitamina B3 (niacina o pp)
Vitamina B5 (acido pantotenico)
Vitamina B6 (piridossina)
Vitamina B8 (biotina)
Vitamina B9 (acido folico)
Vitamina B 10 (acido-para-aminobenzoico)
Vitamina B7 (colina)
Vitamina B12 (cianocobalamina)
VitaminaC (acido ascorbico)

L'esperienza degli ultimi decenni ha confermato la validità di una metodica salutistica: il trattamento associato degli oligoelementi diatesici con alcune forme di prodotti naturali, ( i Gemmoderivati, oleoliti, olii essenziali, infusi, essenze floreali, creme, tinture madri. ecc.).

TINTURE MADRI

Negli ultimi anni si sono affermate le tinture madri, abbreviazione T.M., il cui nome deriva dal fatto che sono la base dei prodotti omeopatici, anche se non sono preparazioni omeopatiche, in quanto i principi attivi contenuti sono in quantità ponderali e quindi vanno considerati prodotti naturali.

Le T.M sono delle soluzioni alcoliche di piante fresche, si differenziano dalle normali Tinture alcoliche, U, alcune delle quali sono anche descritte nelle Farmacopee Ufficiali dei vari Paesi.

Tali soluzioni derivano da piante essicate, le differenze fra T.M e fitoterapici sono:

  • l'estrazione della T.M avviene attraverso la pianta fresca
  • il grado alcolico è più basso
  • il tempo di estrazione in alcool è molto più lungo (21 giorni rispetto ai normali 2-8 delle altre),
  • la data di scadenza è più lunga.

Questi importanti e moderni prodotti vegetali possono essere consigliati e utilizzati in Naturopatia, in quanto non sono farmaci ma integratori alimentari.
La tintura madre ci parla delle qualità ponderali, rintracciabili attraverso i principi attivi.
L'estratto idroalcolico o tintura madre è il modo più antico e conosciuto di conservare e utilizzare le proprietà delle piante; l'estratto idroalcolico ha principalmente un effetto sintomatico forte e veloce, il suo utilizzo è consigliato nei disturbi acuti, in caso di disturbi cronici è meglio orientarsi sui gemmoderivati.

GEMMODERIVATI

Scoperti dal medico belga Pol Henry negli anni 50 del secolo scorso, sono entrati ormai nella valigetta degli esperti della salute.
Derivano per lo più dalle gemme o da giovani getti (gemme appena schiuse) delle piante. Lo scopritore partì dalla considerazione che i tessuti vegetali freschi, allo stato embrionale, contengono principi attivi che scompaiono o si trovano solo in tracce nelle piante adulte.

La tecnica di preparazione consiste nel lasciare macerare il gemmoderivato in una miscela di alcol, acqua e glicerina per 21 giorni.
I gemmoderivati agiscono stimolando i sistemi difensivi dell'organismo, hanno azione drenante, ecc.

Gli oli essenziali sono sostanze profumate che le piante immagazzinano sotto forma di piccolissime gocce oleose nei fiori, nelle foglie, nei fusti e nelle radici; ciò avviene in particolari contenitori, le cellule oleifere, o, a seconda dei casi, nei canali resiniferi o nei bulbi oleiferi.

Le piante necessitano di queste sostanze odorose per richiamare gli insetti e per difendersi dai microrganismi in grado di provocare malattie come funghi e batteri.

Inoltre le piante utilizzano gli oli essenziali per il loro ricambio, per facilitare o inibire gli scambi biochimici e anche come trasmettitori di informazione verso l'esterno e per comunicare con l'ambiente. Queste funzioni rendono gli oli essenziali delle piante paragonabili agli ormoni umani.

I profumi risvegliano i ricordi, trasportandoci nel mondo della nostra infanzia e anche più indietro, alla nascita della cultura umana.
Fin dai primordi, i profumi hanno stimolato la nostra fantasia insieme ai colori e ai suoni; fanno parte di quei fenomeni naturali dai quali è nata la cultura umana.
I profumi ci aiutano a decifrare quello che razionalmente è difficile da definire e a parole difficile da esprimere: ci aiutano a comunicare i nostri sentimenti, così attraverso dei doni profumati, i fiori, un profumo o una bottiglietta di oli essenziali, esprimiamo i nostri sentimenti per un'altra persona.
I profumi parlano il loro speciale linguaggio, trasmettono messaggi in un modo sottile e ci insegnano a diventare sensibili e attenti all'ambiente che ci circonda.

Oggi gli oli essenziali stimolano il nostro olfatto, e li utilizziamo per piacere e anche, senza saperlo, per la nostra salute.
Ora dobbiamo imparare a capirli e ad utilizzarli al meglio, per farne un uso migliore.

Gli oli essenziali si trovano in diverse parti delle pianta.

  • Nelle radici: angelica, zenzero, vetiver
  • Nel legno: canfora, sandalo, cedro
  • Nella corteccia: cannella
  • Nel muschio: muschio di quercia
  • Nella resina: mirra, incenso, benzoino
  • Nella foglia: basilico, cajeput, menta, salvia, rosmarino
  • Nei fiori: rosa, ylang-ylang, lavanda
  • Nelle scorze dei frutti: agrumi
  • Nei semi: anice, coriandolo
  • Nei baccelli: vaniglia.

Gli oli essenziali si utilizzano per profumare l'ambiente, nel gioco, nel divertimento, nella pulizia della casa, nei bagni aromatici, nel trattamento aromatico (l'utilizzo degli oli essenziali abbinato alle tecniche dolci come: riflessologia della mano e del piede, ecc.).

Primo di tre figli, Edward Bach nasce a Moseley, in Inghilterra, il 24 settembre 1886 da una famiglia di origini gallesi.

Di costituzione delicata, mostra subito un grande amore per la natura e compassione per la sofferenza di qualsiasi creatura, tanto che da bambino decide di diventare medico.

A 17 anni interrompe temporaneamente gli studi per impiegarsi nella fabbrica di ottone del padre, dove ha modo di conoscere da vicino i problemi di salute degli operai che non possono permettersi costose cure mediche.
Si rende conto che personalità, psicologia e malattia sono strettamente legate,e, senza più indugiare, riprende gli studi e si iscrive alla facoltà di medicina della vicina Birmingham.

Dal 1906 al 1913 studia prima a Birmingham e poi a Londra, conseguendo l'abilitazione alla professione medica e inizia l'attività professionale come responsabile del pronto soccorso dell'ospedale universitario.
Ricerche di immunologia e batteriologia lo portano a collegare l'azione di alcuni batteri intestinali con determinate malattie croniche; da questi ceppi batterici ricaverà successivamente dei vaccini, sperimentati con successo.
Allo scoppio della grande guerra, Bach vorrebbe prestare servizio nell'esercito, ma viene riformato a causa della sua salute malferma; nel giugno del 1917, infatti, una grave emorragia lo costringe a sospendere il suo incessante lavoro.
Viene operato d'urgenza secondo alcune fonti per un tumore maligno alla milza, e la prognosi è tre mesi di vita; ma Bach smentisce le pessimistiche previsioni dei medici e, sostenuto dalla passione per la ricerca che lo aiuta a recuperare miracolosamente la salute, nel marzo 1919 entra come batteriologo e patologo all'ospedale Omeopatico di Londra.
In questo periodo comincia a interessarsi ai metodi di cura diffusi circa un secolo prima da Samuel Hahnemann, padre dell'omeopatia.
Leggendo il suo testo base, L'Organon, Bach incomincia a sviluppare una propria teoria, ipotizzando un collegamento fra le idee di Hahnemann,e la tossiemia intestinale da lui studiata. Seguendo il metodo omeopatico, prepara alcuni vaccini che in un primo tempo inietta ai pazienti e, in seguito, trasforma in soluzioni da assumere per bocca. Tali vaccini, chiamati nosodi, vengono classificati in sette gruppi secondo la loro azione fermentativa sullo zucchero e grazie ad essi Bach riesce a trattare con successo centinaia di casi cronici.
Allo stesso tempo inizia a studiare la psicologia dei suoi pazienti, rendendosi progressivamente conto che la comprensione profonda della psicologia del paziente può fornire informazioni utili e preziose per impostare una terapia centrata sulla personalità del soggetto da curare.
Per continuare le sue ricerche personali, nel 1922 lascia il posto all'ospedale omeopatico e si trasferisce in un grande laboratorio in Parch Crescent, pur continuando a lavorare nel suo studio di Harley Street e gestendo gratuitamente un consultorio in Nottingham Place.
Nell'ottobre 1924 pubblica una relazione dal titolo "LA TOSSEMIA INTESTINALE NELLA SUA RELAZIONE CON IL CANCRO"; cui seguiranno negli anni successivi altri scritti.
Nonostante il successo dei suoi sette nosodi, Bach è scontento dei risultati ottenuti, in quanto il suo metodo non può curare tutte le patologie; inoltre molti suoi pazienti cronici si mostrano restii a usare medicamenti ottenuti da sostanze prodotte dalla malattia stessa. Si dedica quindi alla ricerca di rimedi universali studiando il mondo vegetale, riuscendo ad individuare alcune piante con proprietà molto simili a quelle dei nosodi.
E' nel 1928 che si colloca un episodio importantissimo nello sviluppo dei rimedi di Bach.
Una sera, durante una festa alla quale partecipa controvoglia, comincia a osservare le personalità dei partecipanti e si accorge dell'esistenza di veri e propri gruppi psicologici che possono reagire alla malattia in maniera molto simile.
Da quella sera in poi i pazienti verranno attentamente studiati e catalogati secondo il temperamento e i rimedi prescritti in base a tali osservazioni.
Nel settembre 1928 si reca in Galles, dove scopre i primi tre rimedi floreali; Impatiens, Mimulus, Clematis. I rimedi vengono prescritti in base alla personalità del soggetto, con risultati notevoli e immediati, è in questi anni che Bach si accorge di aver sviluppato doti di pranoterapeuta, in certi casi è capace di guarire con l'imposizione delle mani, senza tuttavia poter prevedere in quali momenti. Nel febbraio 1930 pubblica "ALCUNI NUOVI USI E RIMEDI", e sentendosi prossimo a realizzare una forma di terapia, decide di abbandonare il suo vecchio lavoro, sebbene lo studio di Harley Street gli renda 5.000 sterline all'anno, la produzione di vaccini da inviare in tutto il mondo sia un'occupazione a tempo pieno, e venga ormai da tutti considerato un genio nel campo dell'immunologia.
Nella primavera del 1930, all'apice della carriera, Bach abbandona Londra per la campagna gallese. Passeggiando da solo in mezzo alla natura comincia a percepire con il tatto le vibrazioni delle piante e riesce così ad aggiungere ai primi tre fiori anche: Agrimony, Chicory, Vervain, Centaury, Cerato, Scleranthus, arrivando al totale di nove rimedi.
Il sistema di preparazione però non è più quello omeopatico, Bach si avvale della forza del sole per trasferire la vibrazione del fiore nell'acqua in cui sono poste le corolle.
Nell'estate del 1930 redige la prima stesura di "Guarisci Te Stesso", testo introduttivo alla nuova medicina, pubblicato nel febbraio 1931 e nello stesso anno scopre gli ultimi tre rimedi della serie i 12 guaritori: Water Wiolet, Gentian, Rock Rose.
Interrompe i suoi incessanti viaggi in Galles in Inghilterra, soggiornando per alcuni mesi all'anno, nel Norfolk.
Qui, durante l'inverno, cura gratuitamente numerosi pazienti con i suoi fiori, raggiungendo una convinzione fondamentale: la stessa patologia, in pazienti di carattere diverso, deve essere affrontata ricorrendo a rimedi diversi; importante non è più il disturbo in sé, ma il temperamento della persona che lo ha sviluppato, e quello deve essere trattato per ritrovare l'armonia.
Bach quindi pubblica numerosi articoli dove descrive dettagliatamente i rimedi floreali e il nuovo sistema di diagnosi e terapia da lui ideato e, in armonia con il suo carattere, rende immediatamente nota ogni sua scoperta che possa essere di beneficio per gli altri.
Nel 1932 l'ordine dei medici minaccia Bach di radiazione dall'albo nel caso si ostini a pubblicare articoli per la diffusione delle sue scoperte, un comportamento considerato come una ricerca di pubblicità in contrasto con l'etica professionale; in più Bach consente a persone non laureate in medicina di usare i suoi rimedi e gli insegna come usarli e come praticarli.
Bach ribatte che a lui interessa solo diffondere le sue scoperte e permettere così alla gente di alleviare i propri problemi, dichiarandosi disponibile a rinunciare al titolo di medico per fregiarsi piuttosto di quello di erborista.
L'anno successivo trova altri quattro rimedi di aiuto: Gorse, Oak, Heathher, Rock Water. E' allora che invia gratuitamente due serie complete dei rimedi scoperti alle due principali farmacie, con la preghiera di venderli al prezzo più basso possibile.
Tra una scoperta e l'altra, Bach continua a curare gratuitamente moltissimi pazienti, ricevendo continue conferme del valore dei suoi rimedi, tanto che nell'autunno 1933 pubblica "I 12 guaritori e i 4 aiuti".
Proseguendo nelle sue escursioni solitarie scopre tre nuovi aiuti: Wild Oat, Olive e Vine; prepara anche una miscela di pronto soccorso composta da tre fiori: Clematis, Impatiens, Rock Rose che porterà sempre con battezzandola Rescue Rimedy. In seguito lo stesso Bach aggiungerà Cherry Plum e Star of Bethlem.
Nell'aprile 1934 si trasferisce a Sotwell, nell'Oxfordshire, dove scrive e pubblica "I 12 guaritori e i sette aiuti".
A questo punto della sua vita, la sua sensitività è talmente progredita che Bach riesce a percepire il malessere che può essere curato dal fiore che sta esaminando, prima ancora di aver preparato il rimedio.
Nei due anni successivi scopre altri diciannove rimedi e sperimenta un nuovo metodo di preparazione; la bollitura. Con l'aiuto di alcuni assistenti, tra cui la fedele Nora Weeks, mette a punto le ultime essenze floreali e finalmente può ritenere il suo sistema completo e il suo lavoro finito.
Nel 1936 si dedica alla scrittura e a dare lezioni a quanti si avvicinano al suo metodo. Bach si occupa di istruire il suo gruppo di assistenti con molta attenzione, così da lasciare tutte le informazioni a disposizione delle future generazioni e decide di tenere anche una serie di conferenze.

Il 27 novembre 1936 all'età di 50 anni Bach muore nel sonno, secondo alcuni fonti per un attacco di cuore.

I trattamenti

La tenerezza delle parole
Crea fiducia
La tenerezza dei pensieri
Crea profondità
La tenerezza dei gesti
Crea amore

LAO-TSE

Lo shiatsu masce in ùgiappone, come rielaborazione di un altro tipo di trattamento manuale l'Almà, il quale a sua volta deriva probabilmente dall'Anfà, una delle tecniche del massaggio tradizionale cinese (Tuinà).
Il tuinà costituisce una delle branche della medicina tradizionale cinese.
La costruzione di questo albero genealogico dello shiatsu, serve per comprendere come i principi fondamentali a ciu esso si ispira siano quelli della medicina tradizionale cinese e del pensiero filosofico cinese.
Shiatsu tradotto letteralmente significa shi=dito, atsu=pressione.
Lo shiatsu comprende una vasta gamma di stili e sutazioni di trattamento, lo si può ricevere su di un futon completamente vestiti o meno, seduti su uno sgabello a una manifestazione salutistica occidentale, su un lettino regolabile in altezza.
Il trattamento può avvenire sotto forma di forte pressione energetica, con manipolazione più lieve e delicata con varie estensioni degli arti, mentre un altro stile opera senza toccare il corpo, si può fare una valutazione energetica del polso, oppuere premendo sia alcuni punti dell'addome o zone dell'addome o del dorso, oppure valutando alcune caratteristiche del viso o dell postura in generale.
Si pensa spesso che lo shiatsu derivi dall'agopuntura, è probabile invece che esso sia antecedente a tale venerabile disciplina, pochè il tocco è la forma di cura più istintiva che esista, possiamo supporre che la stomilazione sei punti dei meridiani sia assai antecedente ai primi aghi di pietra per agopuntura risalenti al neolitico, circa 8000 a.c.
È possibile che punti e meridiani usati nell'agopuntura siano stati scoperti attraverso il tocco.
Alcuni docenti di agopuntura sostengono che in origine i meridiani fossero percepiti come flussi di sensazioni che percorrevano il corpo dopo la stimolazione di un punto mediante un ago, ma lo stesso effetto si può produrre con una semplice pressione su di un punto, vi sono alcuni stili che usano soprattutto i meridiani e non i punti, secondo unmetodo che risale alla preistoria della mecina tradizionale cinese.
Nel fattempo gli usi occidentali, compreso al medicina allopatica, prendevano piede in Goappone e gradatamente le tecniche e la terminologia medica occidentale entrarono nel repertorio dei praticanti shiatsu; i punti cominciarono ad essere conosciuti solo in base alla locazione anatomica occidentale e si perse il concetto di meridiani. Takujiro Namikoshi nel 1925 fondò la clinica di pressoterapia e tentò di inserire le tecniche dello shiatsu in una cornice occidentale. La scuola era, e rimane, l'unica ufficialmente autorizzata a insegnare lo shiatsu con il risultato che il metodo Namikoshi è il più studiato in Giappone.
I suoi allievi individuani i punti in base alla locazione anatomica, invece che attraverso il sistema dei meridiani, prediligendo un approccio scentifico occidentale rispetto al trattamento secondo la teoria classica.
Lo shiatsu continuò ad essere pratico e insegnato sia secondo la tradizione, sia nel nuovo stile fino all'occupazione americana della seconda guerra mondiale, qunado il generale Mac Arthur, in un programma di repressione della cultura tradizione giapponese ne bandì la pratica,insieme a quella dell'Anmà, il massaggio rilassante in genere, L'Anmà era praticato quasi esclusivamente dai ciechi,secondo una tradizione osservata in molti paesi dell'estremo oriente per rispetto al pudore, ma anche lo shiatsu aveva praticanti non vedenti, quindi il loro sostentamento venne messo a repentaglio da tale divieto.
Si racconta che questo problema fu portato all'attenzione di Helen Keller, nota scittrice che cieca e sorda dalla nascita perorava le cause dei ciechi, la sua intercessione presso il governo americano permise alle due pratiche di recuperare lo status originario.
Il capitolo successivo della stoira dello shiatsu cominciò con l'opera Shizuto Masunaga, docente di psicologia all'università di Tokyo, il cui profondo interesse per la medicina tradizionale cinese lo spinse a svolgere vaste ricerche su antichi testi cinesi.
La madre aveva studiato con Tamai Tempakiche negli anni venti, e aveva avuto una parte fondamentale nella rinascita dello shiatsu. Anche Masunaga sudiò shiatsu persso la scuola di Namikoshi, dove diventò insegnante per 10 anni, comincò cosi a fondere le tre aree di interesse: la psicologia, la pratica dello shiatsu ortodossa e la ricersa storica delle origini, unendo alla moderna interpretazione occidentale della fisiologia.
Il suo stile dominato zen-shiatsu ha un ampia teoria che comprende i modelli orientali e occidentali relativi agli squilibri energetici. Masunaga sviluppò ulteriormente i tradizionali metodi di valutazione energetica attraverso la palpazione dell'Hara e del dorso, derivandone una tecnica unica per la valutazione del quadro energetico attuale, e di intervento sui meridiani interessati per correggere le disarmonie.
Arricchì inoltre il sistema dei meridiani, fondamento dello shiatsu, tracciando i percorsi del ki, percepiti dal ricevente come flussi di sensazioni e rilevabili dal praticante, estese i dodici meridiani classici dell'agopuntura in modo da potervi agire in quasi ogni parte del corpo.

"Gli odori gradevoli delle piante sono tanto sublimi e tanto confortevoli che nessuna può eguagliare l'eccelsa virtù"

L'aromatologia è una scienza naturale che sfrutta le proprietà energetiche sviluppate dai principi attivi contenuti negli estratti di piante, fiori, frutti, cortecce, resine.

L'olio che se ne ricava è definito "essenza" ed in base alla qualità possiede caratteristiche organoelettriche differenti.

Profumi, colori e vibrazioni sprigionati dalle essenze sono in grado di influenzare il sistema libico, la frequenza dei chakra, l'intensità dell'energia presente nell'organismo.

Gli oli essenziali sono sostanze profumate che le piante immagazzinano sotto forma di piccolissime gocce oleose nei fiori, nelle foglie, nei fusti e nelle radici.

Ciò avviene in particolari" contenitori", le cellule oleifere, o a seconda dei casi, nei canali resiniferi o nei bulbi oleiferi.

Il trattamento aromatologico non è altro che l'utilizzo degli olio essenziali abbinati con tecniche bioenergetiche quali: shiatsu, trattamento antistress, riflessologia del piede e della mano, massaggio sonoro con le campane tibetane, cristalli ecc...

Le campane tibetane sono uno strumento potentissimo per andare a rimuovere blocchi, conflitti, e tanto altro, e trasmettendo i loro sottili e potenti messaggi vibrazionali ci ricordano il senso di appartenenza nel tutto.

La campana tibetana posta a contatto con il corpo è attivata per sfregamento o per percussione, produce naturalmente una vibrazione fisica e un suono armonico. In entrambi questi effetti, la vibrazione fisica e il suono, generano un massaggio sonoro e vibrazionale che raggiunge e rilassa anche le zone più remote e inaccessibili del nostro corpo. La sensazione più diffusa è quella di ricevere una sottile carezza rigenerante, in particolar modo, giunture come ginocchia e spalle, difficili da raggiungere con le consuete manipolazioni, vengono inondate e riequilibrate dalle vibrazioni fisiche e sonore emesse dalla campana.

Studi recenti hanno dimostrato che questo tipo di massaggio vibrazionale si diffonde fino al midollo osseo. Organi interni delicati, ghiandole e sistema nervoso, non di meno traggono grande giovamento da questo tipo di massaggio.

I benefici che si ottengono utilizzando con sapienza questi meravigliosi strumenti, sono riscontrabili nel medio, nel lungo termine ma anche nell'immediato: un sonno più tranquillo, un metabolismo digestivo migliore, una mente più calma, un'intelligenza più viva e presente, migliora l'autostima, migliora l'attività sessuale, regolarizzano il ciclo mestruale, aumentano l'elasticità del diaframma, decontratturante ed aiutano a guardare le cose con una giusta prospettiva. In contemporanea ai benefici fisici più visibili, il massaggio sonoro interviene con sorprendente efficacia anche negli aspetti più sottili della persona che lo riceve: emozionali, mentali e spirituali.

Tutte le cellule del nostro corpo vibrano a una particolare frequenza; quando essa viene disturbata o alterata, gli aspetti fisici ed emotivi della persona sono in disequilibrio. Le vibrazioni armoniche e melodiche delle campane tibetane, possono riportare allo stato originale le frequenze che costantemente vibrano nel nostro corpo. Blocchi energetici causati da traumi o malesseri, o ferite interiori, possono essere così rimossi, lasciando posto ad un ricco fluire delle energie fisiche e sottili.

Infine la loro composizione deriva da una lega di sette metalli che sono in corrispondenza con i sette pianeti: oro-Sole, argento-Luna, mercurio- Mercurio, rame- Venere, ferro-Marte, stagno- Giove, piombo-Saturno.

Attraverso il racconto di persone che hanno beneficiato delle vibrazioni (attraverso protocolli precisi: i tre centri, la pulizia dei chakra riequilibrio dei chakra, la stella, il diaframma, la libertà dei pesci) benefiche delle campane ci aiuterà a capire come esse agiscono a livello emozionale rompendo quelle sovrastrutture che non ci permettono di vivere in armonia con tutto ciò che ci circonda.

"Cio che è in alto è come ciò in basso
ciò che è in basso è come ciò che è in alto
tutto corrisponde nell'universo"

La riflessologia plantare è una tecnica di digitopressione che, agendo su determinati punti dei piedi e delle mani, stimola gli organi che su di essi riflettono.
Ha origini storiche antichissime, veniva già praticata 5000 anni fa in India e Cina, lo scopo era quello di prevenire i disturbi, o curare le situazioni di malessere già manifeste; si pensi che i terapisti operanti presso le famiglie nobili venivano sospesi dalla paga, o chiamati a risarcire i danni, ogni volta che si manifestava un disturbo in quanto veniva meno l'aspetto della prevenzione. La diffusione della pratica di questa disciplina non si limitò ai paesi orientali, ma arrivò un pò ovunque nel mondo allora conosciuto. In Egitto, precisamente a Saqqarah, luogo in cui si trova la piramide più antica. è stato rinvenuto l'affresco raffigurante due operatori intenti al trattamento delle mani e dei piedi.
Tale affresco si ritrova in quella che era la tomba di un medico, ed è stato accertato con moderno sistemi di rilevamento a radiazione che risalisse al 2300 a.c.
Tralasciando le antiche testomonianze tramandateci anche i dipinti egiziani, in cui si mostrano trattamenti ai piedi, in epoca più recente lo studio delle riflessoterapie dei piedi è dovuto soprattutto al medico americano William Fitzgerald che se ne interessa a partire dal 1912, e nel 1916 il Dott.Bowers ne rielabora le teorie, chiamando tali trattamenti terapie zonali.
Nel 1917 i due dottori scrivono assieme il libro, destinato al grande pubblico, chiamato "Zonal Therapy", e il piede incluso in questa pubblicazione vie ne suddiviso in dieci settori longitudinali.
La terapista Eunice Ingham elabora le teorie descritte nel trattato, circoscrivendo il trattato solo alpiede, pubblicando a sua volta un opera sull'argomento "Ingham method of compression massage".
Nel 1938 dopo molti anni di pratica e sperimentazione di questa nuova tecnica, scrive il libro "storie che il piede potrebbe raccontare".
In Europa è la terapista Hanne Marquardit la prima a sperimentare questa tecnica, sono quasi dieci anni di sperimentazione, anni che vanno dal 1958 al 1967, e partire da questa data la Marquardit inizia una breve collaborazione con la Ingham ormai anziana.
Il dott.Rauch, austriaco, stimola la Marquardit ad una collaborazione per approfondire gli aspetti fisiologici di tale trattamento.
Negli anni 70 iniziano i primi corsi anche nelle altre nazioni, prevalentemente al nord (Danimarca, Svezia ecc..), più tardi questa tecnica arriva in Italia e viene tradotto il libro della Marquardit, testo utilizzato per molto corsi di riflessologia plantare, attualmente sono diversi i libri pubblicati sull'argomento, alcuni dei quali scritti da italiani, nascono anche altre scuole a indirizzo più energetico.

LA RIFLESSOLOGIA PLANTARE E LE SUE AZIONI

Lo scopo della riflessologia plantare è di far scattare i meccanismi che portano all'omeostasi, cioè ad uno stato di equilibrio e armonia, passo fondamentale per raggiungimento di questo obiettivo è di ridurre la tensione e favorire il rilassamento.
Il rilassamento rappresenta il primo passo verso la normalizzazione, perché quando il corpo è rilassato il processo di riequilibrio energetico può avviarsi.
Con un trattamento professionale sui punti riflessi è possibile individuare quali parti del corpo non siano in equilibrio, e di conseguenza non funzionino in modo efficiente, con il trattamento si possono correggere questi squilibri e riportare il corpo in condizioni ottimali. Questa forma di trattamento è utile sia per contrastare vari disturbi, sia per mantenere il corpo in salute favorendo la prevenzione; infatti il trattamento riflessogeno aiuta ad individuare i problemi al manifestarsi dei primi sintomi, e con il trattamento è possibile bloccare o rallentare il processo che porta alla malessre. Essendo un trattamento olistico, la riflessologia considera l'individuo nel suo insieme, mente e spirito, quindi mira ad agire sulla causa del malessere piuttosto che sopprimere i sintomi. Per ottenere dei buoni risultati, la partecipazione del paziente svolge un ruolo importante perché il riflessologo non è responsabile della salute della persona, infatti in tutti i trattamenti olistici viene sottolineata l'importanza dell'assumersi la responsabilità del proprio stato di salute. Il malessere è risultato diretto dei propri pensieri e delle proprie azioni perché la mente è un fattore scatenante potentissimo, e può influenzare ogni cellula del corpo dando luogo ad alterazioni chimiche ed in seguito a blocchi energetici. Le emozioni negative come ansia, dolore, preoccupazioni hanno sempre ripercussioni nocive sul nostro corpo, Eunice Ingham disse: "perché avvelenare il nostro corpo con pensieri negativi?".
Infatti gli atteggiamenti negativi non facilitano mai il processo benefico, mentre i pensieri positivi hanno un effetto straodinario nell' mantenimento dell'equilibrio mentale e fisico. La riflessologia può essere come una revisione, una messa a punto del corpo, e dal momento che non si può sostituirlo con uno nuovo, come accade con le auto, sembra logico prendersi cura di quello che si ha.

CHI PUO' TRARRE BENEFICIO DALLA RIFLESSOLOGIA

La riflessologia è adatta a persone di qualsiasi età e di entrambi i sessi, chiunque può trarre benefici dal trattamento riflessologico. Questa tecnica non ha particolari controindicazioni, tuttavia bisogna prestare particolare attenzione a donne gravide, oppure in caso di trombosi perché si possono smuovere grumi di sangue, e nei casi di diabete soprattutto se viene somministrata insulina, questo perché con il trattamento si attiva il pancreas, quindi il livello di insulina deve essere ridotto.

Il Tao è nascosto e senza nome
eppure esso ed esso soltanto
da origine a tutte le cose e le porta a compimento.
Il Tao genera l'uno
l'uno genera il due
il due genera il tre
il tre genera le innumerevoli creature
le innumerevoli creature creature portano
lo yin sulle spalle
e lo yang sulle braccia
e la loro armonia deriva dalla fusione
delle due energie vitali

Tao Te Ching

In tutta la storia dell'umanità vi sono state "guarigioni" baste sulla manifestazione e sulla trasmissione di una energia vitale universale, in grado di perpetrare tutto in una forza capace di produrre e mantenere ogni forma di vita nell'universo. I tibetani avevano, per esempio, una comprensione profonda sull'essere dello spirito, della materia e dell'energia, già migliaia di anni addietro. Essi utilizzavano queste conoscenze per riequilibrare il proprio corpo, per armonizzare la propria anima e per portare il proprio spirito all'esperienza dell'unità.
Successivamente incontriamo questa conoscenza in India, la ritroviamo in forme modificate, in Giappone, Cina, Egitto, Grecia, Roma e altre zone.
Questa forma è stata protetta e custodite nelle "Scuole dei misteri" di quasi tutte le antiche culture, e nell'antichità era accessibile nella sua totalità solo a pochi addetti. Generalmente erano i sacerdoti o le guide spirituali di una cultura a tramandarla oralmente ai propri allievi.
Sovente gli studiosi moderni si sono imbattuti nelle diverse forme di questa conoscenza intima tramandate dall'antichità, tuttavia molto spesso male interpretandola, perché essa è stata mimetizzata con linguaggi criptici e ricchi di simboli. Così sembrò per molto tempo che anche la conoscenza del Reiki fosse andata perduta.
Alla fine del XIX secolo il Dott.Mikao Usui ne scoperse nuovamente la chiave in suitro sanscrito di 2500 anni fa, che rese nuovamente possibile l'applicazione di questa antichissima tradizione della guarnigione naturale.
La parola Reiki sta ad indicare l'energia vitale universale. La parola si compone di due parti: la sillaba Rei descrive l'aspetto universale illimitato di questa energia, Ki è una parte del Rei è la forza vitale che scorre attraverso tutto ciò che vive.
Molti popoli, molte culture, e molte religioni hanno conosciuto un'energia la cui importanza corrisponde al Ki. Così questo Ki chiamato Chi dai cinesi, luce o spirito santo dai cristiani, dagli indiani Prana, dai russi energia broplasmica.
Reiki produce un diventar sani nel senso originario, perché conduce la persona ad un'armonia con se stessa e le forze basilari dell'universo.

  • Il Reiki sollecita l'autoguarigione naturale
  • Il Reiki vivifica il corpo e lo spirito
  • Il Reiki ripristina l'armonia psichica ed il benessere naturale
  • Il Reiki esplica il proprio effetto su tutti i piani; il piano fisico, quello spirituale, quello emotivo e quello psichico
  • Il Reiki equilibra la nostra riserva di energia
  • Il Reiki scioglie i blocchi e sollecita la completa distensione
  • Il Reiki purifica dai veleni
  • Il Reiki si adegua alle necessità naturali del soggetto
  • Il Reiki è efficace sulle piante ed anche sugli animali
  • Il Reiki è un trattamento estremamente piacevole e globale

È un tipo di trattamento manuale molto delicato mirato alla riattivazione della circolazione linfatica e all'eliminazione del gonfiore e del senso di pesantezza, e soprattutto alla eliminazione delle tossine è un ottimo trattamento per depurare l'organismo.

La linfa è il liquido che segue una circolazione parallela a quella sanguigna raccoglie le sostanze di rifiuto e ne attiva lo smaltimento.

Questa pratica nasce intorno agli anni trenta dallo studioso danese Emil Vodder.

Inizialmente veniva impiegata per risolvere alcune infezioni dell'organismo, attraverso la stimolazione della circolazione linfatica, poi il suo utilizzo è stato ampliato.

Il trattamento drenante linfatico, è un trattamento molto dolce, lento, delicato, ha lo scopo di facilitare lo scorrimento della linfa, nei punti definiti "stazioni linfatiche", favorendo l'immissione nel circolo sanguigno.

Il trattamento drenante linfatico, ha anche un effetto rilassante e dona un piacevole senso di benessere generale.

È utile per aiutare il corpo a ritrovare il corretto funzionamento e a ritrovare l'ottimismo e la fiducia in se stessi.

Perchè i cristalli?

Come tutta la materia, i cristalli sono composti di minute particelle chiamate atomi, che sono agglomerati di particelle ancora più piccole dette protoni, neutroni ed elettroni. A un esame più attento, queste unità di base dell'energia non si rilevano affatto come materia realmente esistente ma come sottili vibrazioni, ciascuna in sintonia con la forza cosmica. I cristalli sono in grado di ricevere, contenere, proiettare, emanare e riflettere la luce che costituisce la forma più elevata di energia nota nell'universo fisico. Utilizzare le energie dei cristalli per riequilibrare le nostre vuol dire usare l'energia più antica, più pura, più in contatto con l'universo. Le pietre racchiudono in sé l'energia accumulata dalla Terra nel lentissimo processo di formazione, un'energia primordiale che porta con sé benessere.

Come funziona

I cristalli, entrando in risonanza con il campo energetico umano, sprigionano l'energia in loro contenuta riequilibrando e alleviando, là dove necessario, gli scompensi dovuti a stanchezza e malessere, aiutando, il corpo a ritrovare il corretto funzionamento e la mente a comprendere in modo lucido a ritrovare l'ottimismo e la fiducia che sembravano smarriti.

Non è necessario né "credere", né "capire logicamente": è sufficiente provare con un po' di disponibilità e di ascolto, e anche voi vi accorgerete dell'aiuto che il mondo minerale ci offre ogni giorno, naturalmente.

Non vi e' nessuna guarigione senza la pace dell'anima, senza un cambiamento di gioia interiore
E. Bach

Il trattamento bioenergetico ai fiori di Bach è un trattamento antistress a base di Fiori di Bach, ha proprietà tonificanti e rilassanti, svolge un azione di riequilibrio energetico con apprezzabili effetti positivi su squilibri psico fisici correlati alle condizioni di stress.

Si utilizzano preparati specifici per uso locali a base di fiori di Bach, questi preparati vengono veicolati in soluzioni di acqua e olio per l'applicazione locale.

Il programma del trattamento segue una precisa mappa di agopunti la cui stimolazione favorisce l'azione antistress dei fiori di Bach e non solo.

Le tecniche di trattamento fanno riferimento al massaggio tradizionale cinese, particolarmente indicato nelle problematiche di stress.

C'era una volta una principessa figlia di un grande Rè, che improvvisamente si ammalò Il padre si rivolse all'esperto medico di corte che aveva brillantemente curato tutta la famiglia reale, ma questi non riuscì, con tutta la sua scienza, a capire la malattia della giovane principessa ne a pensare a possibili rimedi.
La fanciulla diventava sempre più triste e chiusa ,non mangiava e se lo faceva vomitava, era sempre di cattivo umore.
Poi la malattia iniziò a mostrare segni anche nel corpo che diveniva sempre più debole ed emaciato. Furono consultati altri famosi medici del regno e dei regni vicini che, con complicate e sofisticate attrezzature, analizzarono e studiarono ogni parte del corpo della principessa, senza alcun risultato.
E le condizioni della principessa continuavano a peggiorare.
Vennero a visitarla medici e terapeuti fra i più disperati, alcuni si limitavano a studiare le urine della principessa esposte alla luna piena, altri ancora analizzavano il battito del suo polso e le guardavano gli occhi.
Ma nessuno fu in grado di capire la sua malattia.
Infine come ultima speranza, venne chiamato un famoso medico anziano e saggio, che si era ritirato da lunghissimo tempo, si era isolato dal mondo a meditare e a cercare di conoscere se stesso.
Analizzò con cura la principessa, poi si ritirò un giorno e una notte; il giorno seguente convocò tutta la famiglia nel giardino reale per dare il suo responso.
Molti medici e anche semplici curiosi si erano radunati per sapere cosa avrebbe detto.
I suoi occhi erano dolcissimi e la sua voce calda e ferma:"ho meditato profondamente su questo caso e sono giunto alla conclusione che non posso fare nulla per la malattia della principessa", mentre diceva queste queste parole, un velo di tristezza comparve nei suoi occhi.
La madre della fanciulla iniziò a piangere a dirotto nonostante il marito cercasse di confortarla. Tutti gli altri medici cominciarono a discutere e vociferare.
In quel mentre forse attratto dalla grande agitazione che regnava, entrò un uomo piccolo senza nulla di particolare se non una certa luce negli occhi e un modo di muoversi assai singolare.
Anziché camminare dritto procedeva ondeggiando come una nave sul mare, inserendo nei suoi passi capriole e piroette, ora cantando ora restando perfettamente silenzioso ed immobile.
È il matto, spiegò il notabile al vecchio e saggio medico che lo aveva guardato interrogativamente" non fa male a nessuno, ma a nessuno piace".
Sempre roteando e piroettando, l'omino era giunto a pochi passi dalla principessa che lo guardava stupita, e nel rialzarsi, i loro occhi si incontrarono.
Avvenne in quel momento una cosa assai strana, il matto si arrestò mentre tutta la folla rimaneva in silenzio, come magnetizzata da qualcosa di ignoto.
I suoi occhi restarono fissi in quelli della principessa; poi, dopo essersi avvicinato delicatamente e con passo stranamente fermo, le posò una mano sul CUORE
A questo punto la principessa iniziò a piangere a dirotto con urla strazianti che, chi non avesse visto la scena, avrebbe potuto pensare quali inaudite sofferenze.
E immediatamente il matto prese a piangere con lei.
Nell'attonito stupore di tutti i presenti, i due proseguirono così per una buona mezz'ora, poi con la stessa rapidità con cui avevano iniziato, smisero.
Il matto si congedò dalla principessa con una capriola all'indietro e un salto mortale; sul suo viso era tornato un largo sorriso luminoso che sembrava ancor più radioso del solito, forse per il riflesso del sole sulle finestre del palazzo che gli,illuminava il volto.
Riprendendo a cantare allegramente si allontanò dalla folla correndo e saltando così com'era venuto: leggero, leggero.
In quel mentre una piccola farfalla volò da un ramo del pruno selvatico e si posò su uno dei suoi fiori bianchi.
La principessa, per la prima volta dopo mesi, sollevò la testa, allargò il petto e si levò tutta per cogliere quel delicato volo. E sorrise.
Il suo sorriso si allargò gradualmente mentre il viso riprendeva il naturale colorito roseo e infine tutti poterono ascoltare la voce melodiosa della principessa che diceva. sto bene.
Vari medici si precipitarono a effettuare analisi per controllare da un punto di vista scientifico la guarigione per lo meno sorprendente della principessa.
Ognuno utilizzò il meglio della scienza per verificare e confermare ciò che appariva agli occhi di tutti: la florida salute della principessa.
Il vecchio e saggio medico era rimasto in disparte a lungo, e infine uscì dal suo silenzio solo per proferire poche parole che, nella gran confusione, quasi nessuno sentì"oggi ho imparato a curare con il CUORE. Poi lascò il regno il regno per tornare sulle sue amate montagne mentre altri famosi medici scrissero volumi sulla spiegazione scientifica, naturale e paranormale della guarigione della principessa.
E il matto? Nessuno ne ha più saputo niente; del resto dei matti si sa sempre così poco.

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